La filosofia

Storica produzione di vini bianchi

La Denominazione di Origine Controllata (DOC), omologa della francese AOC, venne introdotta nel 1963. Prima di quella data c’era scarso controllo sulla qualità dei vini italiani. Alcune regioni dall’antica tradizione vinicola, tuttavia, già possedevano delle istituzioni locali a protezione della qualità dei loro vini. Per assicurare la qualità del crescente mercato del vino di Orvieto, cinque anni prima, nel 1958, fu fondato il Consorzio del Vino Tipico di Orvieto. Solo nel 1971 il vino di Orvieto passò sotto il marchio DOC. La dicitura “Classico” indica la provenienza dalle zone più antiche delle varietà a bacca bianca, quali il Procanico – un biotipo del Trebbiano Toscano – e il Grechetto. “Superiore” indica invece la minore raccolta per ettaro, otto tonnellate a ettaro contro le undici dei tradizionali DOC di Orvieto.

Vini rossi

Per quanto i vini rossi siano stati coltivati per secoli nella zona di Orvieto – in particolare nelle zone di Fabro, Monteleone e Parrano – raramente superavano il 15% della produzione, avendo i bianchi molto più valore. Oggi troviamo due principali denominazioni intorno a Orvieto, entrambe a marchio DOC dal 1998: Lago di Corbara e Rosso Orvietano.

I Vigneti

A Salviano vengono coltivate sia uve autoctone che internazionali. Per quanto la maggiore attenzione sia sempre stata dedicata ai bianchi vitigni della costa meridionale del Lago di Corbara, la costa settentrionale – sede di Titignano – è più calda e i terreni sono qui più adatti alla coltivazione di vitigni rossi quali Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero e Sangiovese. La tenuta coltiva in maniera sostenibile e fa il minor uso possibile di prodotti chimici e pesticidi. Le vigne della costa meridionale del lago sono all’interno del Parco Nazionale Fluviale del Tevere, dove l’uso di agenti chimici e pesticidi sono altamente scoraggiati.

Gli Oliveti

Grande attenzione è riservata anche alla produzione olivicola con circa 45 ettari dedicati alla coltivazione delle diverse cultivar: leccino, moraiolo e frantoiano. Anche gli oliveti, come i vigneti, vengono curati nel rispetto della sostenibilità ambientale riducendo al massimo trattamenti chimici e pesticidi.

Le olive vengono frante immediatamente dopo il raccolto nel vicino frantoio Inches località le Morre Baschi rigorosamente a freddo (max. 24°C) in modo da mantenere intatte tutte le caratteristiche organolettiche.

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